Raku

“gioire il giorno,
vivere in armonia
con le cose e con gli uomini”.

Il Raku,
uno dei metodi più affascinanti
di fare ceramica,
colloca la sua origine in Giappone
fin dal XVI secolo.
Questa tecnica,
idonea a produrre vasellame ceramico,
inizialmente utilizzato
per la Cerimonia del Tè,
trova le sue radici e le sue motivazioni
nella cultura millenaria
dell’ Estremo Oriente, quando essa fu influenzata e permeata
dal Buddismo e dalla filosofia Zen.
La ceramica Raku prende il nome
da una delle più autorevoli famiglie
di maestri vasai,
che ebbe dall’imperatore il sigillo feudale
per produrre teiere e altri utensili
per le case dei principi e dei nobili
del paese del Sol Levante.
Oggi la tecnica Raku non si indirizza più,
com’è ovvio, a produrre
oggetti funzionali,
ma tende a divenire sempre di più
un mezzo espressivo
per creazioni artistiche,
in cui si fondono mirabilmente
le energie essenziali
della vita e della natura
(la Terra, l’Acqua, l’Aria, il Fuoco)
con le esigenze filosofiche
di un esistenzialismo teso al recupero
della dimensione spirituale
dell’uomo moderno.